
Shinto
Lo Shinto non ha fondatore, non ha scritture canoniche, non ha dogmi. È la percezione del sacro nella natura e nel mondo: ogni montagna, ogni fiume, ogni albero antico può essere dimora di un kami — una forza divina, un'energia spirituale che abita le cose. Il Giappone ne conta milioni.
Al centro dello Shinto c'è il concetto di musubi — la forza generatrice, l'energia che collega gli esseri viventi — e di ma — lo spazio sacro tra le cose. Il torii segna il confine tra il mondo ordinario e quello sacro. Passarci sotto è già un atto rituale: il corpo che attraversa una soglia.
Le pratiche shinto sono gestuali e sensoriali più che dottrinali: l'abluzione con acqua (misogi), il battito delle mani davanti al kami, l'offerta di riso, sake o sale. Non si crede nel senso occidentale del termine: si pratica, si pulisce l'impurità, si mantiene il rapporto con il sacro attraverso il gesto.










