Se il Padiglione d’Oro abbaglia, il Ginkaku-ji — il “Padiglione d’Argento” — conquista con l’esatto contrario: la sobrietà. Nonostante il nome, non fu mai ricoperto d’argento; e proprio in questa rinuncia sta la sua raffinatezza. È l’espressione perfetta dell’estetica wabi, quella che trova la bellezza nella semplicità e nella misura.
Attorno al padiglione di legno scuro si stende uno dei giardini più celebri del Giappone: uno stagno, un tappeto di muschio, e soprattutto un giardino di sabbia bianca rastrellata, con un cono perfetto (il “Kōgetsudai”, la “piattaforma per contemplare la luna”) che si dice riflettesse la luce lunare. Un percorso sale poi tra alberi e muschio fino a un punto panoramico su tutta Kyoto.
LA STORIA
Il Ginkaku-ji fu costruito nel 1482 come villa di riposo dello shōgun Ashikaga Yoshimasa, nipote di quel Yoshimitsu che aveva eretto il Padiglione d’Oro. Yoshimasa, disilluso dalla politica e appassionato d’arte, ne fece un rifugio dedicato alla cerimonia del tè, alla poesia e alla contemplazione. Quel periodo, la cultura Higashiyama, gettò le basi di molte arti “tipicamente giapponesi”: la cerimonia del tè, l’ikebana, il giardino zen.
PERCHÉ È SPECIALE
Il Ginkaku-ji è la prova che in Giappone il “meno” può valere più del “più”. E si trova all’inizio del Sentiero del Filosofo (Tetsugaku-no-michi), una passeggiata lungo un canale fiancheggiato da ciliegi, splendida in primavera, che collega diversi templi minori.
COME ARRIVARE
Il Ginkaku-ji è nella zona est di Kyoto (Higashiyama), non servita direttamente dai treni: dalla stazione di Kyoto si prende un autobus cittadino (linee 5, 17 o 100 tra le principali) fino alla fermata Ginkakuji-michi, in circa 35-40 minuti, poi breve salita a piedi. Ingresso circa 500 yen. Verifica le linee bus aggiornate.