A pochi passi dal caos alla moda di Harajuku, si attraversa un grande torii di legno e all’improvviso la città sparisce: si entra in una foresta fitta e silenziosa, e si cammina su un viale di ghiaia verso il Meiji Jingū, il più importante santuario shintoista di Tokyo. Il contrasto tra la metropoli e questa quiete verde è una delle esperienze più sorprendenti della capitale.
La cosa più incredibile è che questa foresta è artificiale: oltre centomila alberi, donati da tutto il Giappone, furono piantati un secolo fa per creare un bosco che sembrasse eterno. Oggi è un ecosistema maturo e rigoglioso, un polmone verde nel centro di Tokyo.
LA STORIA
Il santuario fu completato nel 1920 ed è dedicato agli spiriti dell’imperatore Meiji e della consorte, l’imperatrice Shōken. L’imperatore Meiji è una figura centrale della storia giapponese: durante il suo regno (1868-1912), il Giappone si trasformò in pochi decenni da società feudale isolata a potenza moderna. Distrutto durante la guerra, il santuario fu ricostruito nel dopoguerra grazie a donazioni popolari.
PERCHÉ È SPECIALE
È il luogo dove osservare lo shintoismo vivo: capita spesso di assistere a cerimonie tradizionali, o di incrociare cortei nuziali in abiti antichi. Ai lati del viale si vedono le file di botti di sake e di barili di vino donati al santuario. Ed è gratuito, aperto dall’alba al tramonto.
COME ARRIVARE
L’ingresso principale è a un minuto dalla stazione di Harajuku (linea JR Yamanote) e dalla stazione della metro Meiji-jingūmae. Si abbina facilmente a una passeggiata a Harajuku e nel parco Yoyogi accanto. Ingresso libero al santuario (a pagamento solo il giardino interno e il museo). Verifica gli orari di apertura, che variano con le stagioni.