Akihabara — affettuosamente “Akiba” — è un pellegrinaggio obbligato per molti appassionati. Qui trovano anime, manga, videogiochi e tecnologia. È un quartiere che è un vero sovraccarico sensoriale, tra insegne luminose e personaggi di anime ovunque.
Da mercato dell’elettronica a mecca otaku
La storia del quartiere spiega tutto. Nel dopoguerra Akihabara divenne un brulicante mercato di componenti radio. Poi arrivarono elettrodomestici ed elettronica. Per questo si guadagnò il soprannome di Denki-gai, la “Città Elettrica”.
Con il boom economico e i primi computer, negli anni ’80, il quartiere si specializzò in hardware e software. La svolta verso anime e manga arrivò soprattutto dagli anni ’90. I primi maid café, infatti, aprirono solo nei primi anni 2000. Oggi le diverse anime del quartiere convivono: i vecchi negozi di elettronica resistono accanto ai templi del collezionismo.
Cosa cercare
Ci sono edifici interi dedicati alla passione otaku. Il Radio Kaikan, per esempio, ospita decine di negozi di modellini, carte e gadget. Inoltre ci sono enormi store di elettronica con shopping tax-free per i turisti.
Non mancano poi le sale giochi su più piani e i negozi di manga usati. Tra le curiosità ci sono i distributori automatici insoliti e i gachapon, le capsule a sorpresa. Infine ci sono i celebri maid café, ormai più attrazione turistica che ritrovo di nicchia.
Quando e come visitarla
Akihabara si gira a piedi, partendo dalla stazione (uscita Electric Town). Un consiglio: vacci di domenica pomeriggio. In quei giorni, infatti, la via principale Chūō-dōri diventa isola pedonale. Ricorda anche di esplorare i piani alti degli edifici, perché spesso ogni livello ha un tema diverso.