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curiosità

Templi e santuari giapponesi: quali sono le differenze?

📅 3 Agosto 2026 · ✍️ giapponenascosto · 🕐 3 min lettura

Visitando il Giappone vi capiterà di entrare in luoghi di straordinaria bellezza, immersi nel silenzio e nella natura. Alcuni sono templi, altri sono santuari.

Per molti turisti sembrano praticamente la stessa cosa. In realtà rappresentano due tradizioni religiose diverse e riconoscerli è molto più semplice di quanto si possa immaginare.

Conoscere le loro caratteristiche vi permetterà non solo di comprendere meglio la cultura giapponese, ma anche di vivere la visita con maggiore consapevolezza.

DUE RELIGIONI, DUE TRADIZIONI

In Giappone convivono da secoli due grandi tradizioni religiose: lo shintoismo e il buddhismo.

I santuari appartengono alla religione shintoista, considerata la religione originaria del Giappone e basata sul culto dei kami, le divinità o spiriti della natura.

I templi, invece, appartengono al buddhismo, arrivato dalla Cina e dalla Corea intorno al VI secolo.

Pur avendo origini diverse, le due religioni hanno convissuto per secoli e ancora oggi molti giapponesi visitano sia templi sia santuari.

COME RICONOSCERE UN SANTUARIO

L’elemento più famoso è senza dubbio il torii, il tradizionale portale rosso che segna l’ingresso a uno spazio sacro.

Attraversare un torii significa entrare simbolicamente in un luogo dedicato ai kami.

Nei santuari è inoltre frequente trovare una fontana per la purificazione delle mani e della bocca prima della visita, oltre alle caratteristiche tavolette di legno (ema) sulle quali i fedeli scrivono i propri desideri.

COME RICONOSCERE UN TEMPIO

I templi buddhisti presentano generalmente edifici più grandi e monumentali.

All’ingresso può trovarsi un grande bruciatore di incenso, mentre all’interno sono spesso custodite statue del Buddha o di altre figure del buddhismo.

Molti templi ospitano anche splendidi giardini, pagode e cimiteri, creando un’atmosfera di pace e meditazione.

SI POSSONO VISITARE?

Assolutamente sì.

Templi e santuari sono aperti anche ai visitatori stranieri, purché vengano rispettate alcune semplici regole.

È importante mantenere un tono di voce basso, evitare comportamenti rumorosi e seguire le eventuali indicazioni riguardanti le fotografie.

Ricordate che, prima di essere attrazioni turistiche, sono luoghi di culto.

DOVE SI TROVANO I PIÙ FAMOSI?

Tra i santuari più celebri troviamo il Fushimi Inari Taisha di Kyoto, famoso per i suoi migliaia di torii rossi, e il Meiji Jingu di Tokyo, immerso in una grande foresta nel cuore della città.

Tra i templi più conosciuti spiccano invece il Sensō-ji di Tokyo, il tempio più antico della capitale, e il Kiyomizu-dera di Kyoto, celebre per la sua spettacolare terrazza in legno.

IL NOSTRO CONSIGLIO

Non cercate soltanto i luoghi più famosi.

Anche un piccolo santuario di quartiere o un tempio poco conosciuto possono regalare momenti di grande tranquillità e permettervi di osservare da vicino la quotidianità dei giapponesi.

Spesso sono proprio questi luoghi meno turistici a lasciare i ricordi più autentici.

IN CONCLUSIONE

Templi e santuari rappresentano due anime diverse del Giappone.

Conoscerne le differenze significa comprendere meglio la storia, la spiritualità e le tradizioni di un Paese che ha saputo conservare il proprio patrimonio culturale pur diventando una delle nazioni più moderne del mondo.

La prossima volta che attraverserete un torii o entrerete in un antico tempio, saprete che dietro quei luoghi si nascondono secoli di storia e di cultura.