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Zashiki-warashi: lo Spirito Bambino che Porta Fortuna alla Casa
Mitologia Giapponese

Zashiki-warashi: lo Spirito Bambino che Porta Fortuna alla Casa

Spiriti

In tutto il repertorio degli spiriti giapponesi, questo è l’unico che le famiglie sperano di avere in casa.

Lo Zashiki-warashi è uno spirito bambino che abita nelle vecchie dimore del Tōhoku, soprattutto nella prefettura di Iwate. Fa dispetti innocui, si sente correre di notte, lascia impronte sulla cenere.

E finché resta, la casa prospera.

La parte inquietante viene dopo.

IL NOME ZASHIKI-WARASHI: COSA SIGNIFICA 座敷童子

Il nome Zashiki-warashi si scrive 座敷童子 o 座敷わらし.

Zashiki (座敷) è la stanza tradizionale giapponese con il pavimento di tatami, in genere la sala buona riservata agli ospiti; warashi (童子) è un termine dialettale del Tōhoku per “bambino”.

Il significato è quindi “il bambino della stanza dei tatami”.

L’uso della parola dialettale warashi invece del comune warabe o kodomo è significativo: segnala l’origine strettamente locale della credenza, radicata nelle prefetture di Iwate e Aomori.

L’ASPETTO DELLO ZASHIKI-WARASHI

Le descrizioni tradizionali dello Zashiki-warashi sono notevolmente uniformi:

un bambino di cinque o sei anni, talvolta fino a dodici;
viso rosso e paffuto;
capelli tagliati corti a caschetto, okappa;
kimono a fantasia, spesso rosso o a fiori;
può essere maschio o femmina;
le famiglie più fortunate ne avrebbero avuti due.

Lo Zashiki-warashi viene visto quasi esclusivamente dai bambini della casa e dagli anziani.

Gli adulti nel pieno delle forze, di norma, non lo vedono: percepiscono soltanto gli effetti della sua presenza.

I SEGNI DELLA PRESENZA DELLO ZASHIKI-WARASHI

Il repertorio dei fenomeni attribuiti allo Zashiki-warashi è quello di un poltergeist domestico particolarmente mite.

Tra i segnali tradizionali della sua presenza vengono descritti:

il rumore di passi di bambino che corre nel corridoio, di notte, quando tutti dormono;
il suono di una filatura o di una carta che si strappa proveniente da una stanza vuota;
la sensazione di un peso che si siede sul futon;
impronte di piedi piccoli nella cenere del focolare o sulla polvere;
oggetti spostati, coperte tirate via e capelli tirati;
risate infantili udite da stanze disabitate.

Nessuno di questi fenomeni è pericoloso.

Il folklore insiste su questo punto: lo Zashiki-warashi non fa del male.

Fa dispetti da bambino.

LA REGOLA DELLA FORTUNA

Il cuore della credenza nello Zashiki-warashi è economico.

Una casa abitata dallo Zashiki-warashi prospera.

I raccolti riescono, gli affari vanno bene, la famiglia si arricchisce e non conosce disgrazie. Nelle comunità rurali del Tōhoku, le case notoriamente ricche erano quelle che, secondo la tradizione, “avevano” uno Zashiki-warashi.

Ma la regola ha un rovescio.

Lo Zashiki-warashi non è vincolato alla casa: se ne va quando vuole.

E il giorno in cui abbandona una dimora, la fortuna se ne va con lui.

Il Tōno Monogatari riporta il caso più celebre.

In una ricca famiglia della zona, un contadino incontrò per strada due bambine sconosciute che dicevano di provenire da quella casa e di essere dirette altrove.

Poco dopo, l’intera famiglia — oltre venti persone — morì avvelenata dopo aver mangiato dei funghi raccolti nel bosco.

Sopravvisse soltanto una bambina, che morì anziana e senza figli.

La casa si estinse.

Da qui nasce una conseguenza pratica della credenza: le famiglie facevano tutto il possibile per trattenere lo Zashiki-warashi.

Gli si lasciava del cibo, gli si riservava una stanza, si evitavano ristrutturazioni che potessero disturbarlo e non lo si nominava con leggerezza.

IL TŌNO MONOGATARI E KUNIO YANAGITA

Il testo che ha portato lo Zashiki-warashi alla notorietà nazionale è il Tōno Monogatari (1910) di Kunio Yanagita, considerato un’opera fondamentale per la nascita del folklore giapponese come disciplina.

Yanagita, funzionario ministeriale e intellettuale, raccolse dalla viva voce del narratore locale Kizen Sasaki le tradizioni della cittadina di Tōno, nella prefettura di Iwate.

Il libro registra oltre cento racconti: kappa, tengu, lupi, montagne abitate e, naturalmente, lo Zashiki-warashi.

L’operazione di Yanagita fu politicamente consapevole.

Il Giappone Meiji correva verso la modernizzazione occidentale e le tradizioni rurali venivano liquidate come superstizioni da estirpare.

Il Tōno Monogatari le riportò al centro, sostenendo che in quelle storie si trovasse l’identità profonda del Paese.

Tōno è oggi una destinazione turistica fortemente legata al folklore, con musei, percorsi e case tradizionali.

IL RYOKUFŪSŌ: LA LOCANDA DELLO ZASHIKI-WARASHI

Il caso più singolare legato allo spirito è quello del Ryokufūsō, una locanda tradizionale di Kanegasaki, nella prefettura di Iwate, celebre in tutto il Giappone come “la locanda dello Zashiki-warashi”.

La stanza numero 2 era prenotata con anni di anticipo da imprenditori e politici, convinti che dormirvi portasse fortuna negli affari.

La locanda esponeva le testimonianze e i doni degli ospiti che sostenevano di aver visto il bambino.

Nell’ottobre del 2009, un incendio distrusse l’edificio.

La struttura è stata successivamente ricostruita.

L’episodio ha alimentato per anni discussioni sul destino dello spirito, tra chi lo riteneva partito e chi invece sosteneva che fosse tornato.

LE ORIGINI E LE SPIEGAZIONI DELLO ZASHIKI-WARASHI

Il folklore locale offre diverse spiegazioni sull’origine dello Zashiki-warashi, e non tutte sono liete.

L’IPOTESI DEGLI ANTENATI

Secondo questa interpretazione, lo Zashiki-warashi sarebbe lo spirito benevolo di un antenato oppure di un bambino della famiglia morto in tenera età, che continua a vivere nella casa e a proteggerla.

L’IPOTESI DEL MABIKI

È la lettura più cupa e più discussa.

Durante le carestie del periodo Edo, alcune famiglie contadine praticavano il mabiki (間引き), letteralmente “diradamento”: l’infanticidio dei neonati che non potevano essere sfamati.

I corpi venivano talvolta sepolti sotto il pavimento della doma, il vano d’ingresso in terra battuta.

Secondo questa interpretazione, lo Zashiki-warashi sarebbe lo spirito di quei bambini.

Se questa lettura è corretta, il collegamento tra lo spirito e la prosperità assume un significato particolarmente duro: la casa prosperava perché aveva una bocca in meno da sfamare.

L’IPOTESI FUNZIONALE

Molti studiosi leggono invece la credenza come un dispositivo sociale: un modo per spiegare le fortune e le rovine improvvise delle famiglie in comunità nelle quali la ricchezza era instabile e le cause economiche non sempre comprensibili.

Lo Zashiki-warashi diventava così una spiegazione soprannaturale della prosperità e della sua improvvisa scomparsa.

LO ZASHIKI-WARASHI NELLA CULTURA CONTEMPORANEA

Lo Zashiki-warashi continua a essere una figura molto presente nell’immaginario giapponese contemporaneo.

Tra le sue principali manifestazioni troviamo:

innumerevoli apparizioni in manga, anime, dorama e cinema, dove viene quasi sempre rappresentato con affetto;
il turismo folklorico di Tōno e delle locande di Iwate;
il tema della “casa che porta fortuna” nel racconto giapponese contemporaneo;
l’uso pubblicitario e commerciale della figura in tutta la regione del Tōhoku.
IL SIGNIFICATO PROFONDO DELLO ZASHIKI-WARASHI

Lo Zashiki-warashi è l’unico spirito giapponese che si teme di perdere invece che di incontrare.

La sua è una teologia della precarietà.

La fortuna non si conquista e non si merita: sta in casa finché vuole e, un giorno, esce dalla porta senza dire nulla.

Non c’è colpa da espiare.

Non c’è rito che possa trattenerla.

In una regione segnata da carestie, terremoti e tsunami, dove la prosperità di una famiglia poteva finire in una sola stagione, è forse la descrizione più onesta di come funzionano le cose.

DOMANDE FREQUENTI SULLO ZASHIKI-WARASHI
COS’È LO ZASHIKI-WARASHI?

Lo Zashiki-warashi è uno spirito domestico del Tōhoku dall’aspetto di bambino. Secondo il folklore giapponese abita nelle case antiche e garantisce la prosperità della famiglia finché vi rimane.

LO ZASHIKI-WARASHI È PERICOLOSO?

No. Fa dispetti innocui: produce rumori notturni, sposta oggetti, tira le coperte e può lasciare piccole impronte.

Il pericolo, secondo la tradizione, non è la sua presenza ma la sua partenza, che porta con sé la fortuna della famiglia.

CHI PUÒ VEDERE LO ZASHIKI-WARASHI?

Secondo la tradizione, soprattutto i bambini e gli anziani. Gli adulti percepiscono di norma soltanto gli effetti della sua presenza.

DOVE SI TROVA LO ZASHIKI-WARASHI?

La tradizione dello Zashiki-warashi è particolarmente radicata nelle prefetture di Iwate e Aomori, con Tōno come uno dei suoi centri principali.

La locanda Ryokufūsō di Kanegasaki è diventata famosa in tutto il Giappone per la sua associazione con lo spirito.

DA DOVE VIENE LA CREDENZA NELLO ZASHIKI-WARASHI?

Le interpretazioni principali identificano lo Zashiki-warashi con lo spirito di un antenato o di un bambino morto in tenera età oppure, nella lettura più cupa, con i neonati vittime del mabiki, l’infanticidio praticato durante le carestie.

Un’altra interpretazione considera la credenza un modo per spiegare le improvvise fortune e rovine economiche delle famiglie rurali.

COSA SUCCEDE SE LO ZASHIKI-WARASHI LASCIA LA CASA?

Secondo la tradizione, quando lo Zashiki-warashi abbandona una casa la prosperità termina e può iniziare la rovina della famiglia.

È proprio questa caratteristica a distinguere lo spirito da molte altre creature del folklore giapponese: non si teme che arrivi, ma che decida di andarsene.