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Hokkaido e Osaka puntano a diventare capitali secondarie del Giappone

📅 1 Settembre 2026 · ✍️ giapponenascosto · 🕐 3 min lettura

Hokkaido e Osaka vogliono diventare capitali secondarie del Giappone, capaci di assumere parte delle funzioni di Tokyo in caso di una grave calamità o di un’altra emergenza nazionale.
Il 31 agosto i governatori Naomichi Suzuki e Hirofumi Yoshimura hanno firmato a Sapporo un accordo di cooperazione per sostenere insieme le rispettive candidature.
Al momento non esiste ancora una designazione ufficiale. Il governo giapponese dovrà infatti definire i criteri necessari per ottenere lo status di capitale secondaria.

HOKKAIDO E OSAKA FIRMANO UN ACCORDO

L’intesa è stata firmata nell’ex edificio governativo dell’Hokkaido, conosciuto come “Edificio di mattoni rossi”, a Sapporo.
Le due prefetture hanno deciso di collaborare considerando la possibilità che il governo nazionale possa individuare più capitali secondarie.
L’obiettivo principale è creare località capaci di sostituire temporaneamente alcune funzioni di Tokyo qualora la capitale venisse colpita da un terremoto, un’altra grande calamità o un’emergenza.

UN’ALTERNATIVA A TOKYO IN CASO DI EMERGENZA

Uno dei principali argomenti sostenuti da Hokkaido e Osaka riguarda la loro posizione geografica.
Secondo l’accordo, entrambe avrebbero un rischio relativamente basso di essere colpite contemporaneamente dallo stesso disastro che potrebbe interessare l’area metropolitana di Tokyo.
Inoltre, dispongono di importanti strutture amministrative e urbane che potrebbero contribuire a mantenere operative alcune funzioni essenziali del Paese.
Hokkaido e Osaka figurano anche tra le principali realtà giapponesi per popolazione e dimensioni dell’economia.

NON UNA NUOVA TOKYO, MA UN GIAPPONE PIÙ DECENTRALIZZATO

Il progetto non punta semplicemente a creare una copia della capitale.
Il governatore di Osaka, Hirofumi Yoshimura, ha infatti sottolineato che l’obiettivo non è costruire una “mini-Tokyo”.
L’accordo propone invece una struttura nazionale più multipolare e decentralizzata, nella quale diverse aree possano svolgere funzioni complementari.
Le eventuali capitali secondarie potrebbero quindi rappresentare non soltanto una soluzione per le emergenze, ma anche nuovi centri di sviluppo economico.

I PUNTI DI FORZA DI HOKKAIDO E OSAKA

Le due regioni presentano caratteristiche molto differenti.
Hokkaido possiede una forte capacità di produzione e approvvigionamento alimentare. Osaka, invece, dispone di grandi funzioni urbane e di una significativa concentrazione industriale.
Le due amministrazioni vogliono quindi combinare questi punti di forza per attirare investimenti e risorse umane.
Secondo il governatore dell’Hokkaido, Naomichi Suzuki, la collaborazione potrebbe contribuire allo sviluppo nazionale e, allo stesso tempo, alla rivitalizzazione delle due regioni.

COSA SUCCEDERÀ ADESSO

Hokkaido e Osaka continueranno a discutere le funzioni che potrebbero assumere in caso di una grave calamità nell’area metropolitana di Tokyo.
Tra i temi da definire figurano anche le strutture organizzative necessarie per trasferire temporaneamente alcune funzioni della capitale.
Parallelamente, le due prefetture vogliono approfondire la possibilità di creare una struttura economica nazionale maggiormente decentralizzata.
La decisione finale, però, spetterà al governo centrale.
Entro la fine di ottobre 2026, il governo giapponese dovrebbe stabilire i criteri necessari per ottenere ufficialmente la designazione di capitale secondaria.
Solo allora sarà più chiaro quale ruolo potranno assumere Hokkaido e Osaka nel futuro assetto del Giappone.