Il 1° ottobre, Giornata del sakè in Giappone, la città di Fukui ha partecipato per la prima volta al Sake Go Around. Il debutto ha coinvolto 22 locali in quattro aree intorno alla stazione e ha esaurito rapidamente tutti i 500 pass disponibili.
Per una sera ristoranti, bar, enoteche e produttori hanno trasformato il centro in un percorso da attraversare con il bicchiere in mano, facendo incontrare direttamente chi produce il nihonshu e chi vuole imparare a conoscerlo.
Fukui entra per la prima volta nel Sake Go Around
Il Sake Go Around viene organizzato da 19 anni e nel 2026 ha coinvolto contemporaneamente 15 città, tra cui Tokyo, Osaka e Fukuoka. Fukui ha aderito per la prima volta, nonostante i dubbi iniziali legati alla scelta di un giorno feriale.
La risposta ha superato le attese: i 500 badge preparati per la città sono andati esauriti. Il programma è iniziato alle 13:00 e ha continuato ad animarsi con l’arrivo dei partecipanti dopo il lavoro.
Come funzionava il percorso tra i 22 locali
Per partecipare serviva un badge da 800 yen. Mostrandolo nei locali aderenti si riceveva un assaggio del sakè scelto dal produttore partner; cibo, coperto e consumazioni aggiuntive restavano generalmente a pagamento secondo le regole del singolo esercizio.
I 22 locali erano distribuiti in quattro zone vicino alla stazione. La formula invitava a spostarsi da un indirizzo all’altro, ma anche a parlare con i rappresentanti delle cantine presenti dietro i banconi.
Numeri, funzionamento e debutto di Fukui sono stati confermati dal servizio di Fukui TV.
Il sakè raccontato da chi lo produce
Il valore dell’evento non stava soltanto nella degustazione. Ogni locale collaborava con una cantina diversa, offrendo l’occasione di confrontare stili, territori e abbinamenti direttamente con i produttori.
Tra le collaborazioni segnalate figuravano il bar SHIMA con Matsuse Shuzō della prefettura di Shiga e Sakaba Maruko con Katayama Shuzō di Echizen. Il percorso univa quindi etichette locali e cantine provenienti da altre regioni.
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Un evento capace di animare Fukui anche in settimana
Il tutto esaurito mostra che il pubblico non cercava soltanto una festa, ma un modo diverso di vivere la città. La zona della stazione è diventata un percorso condiviso in cui attività locali e cantine hanno collaborato invece di competere.
Il successo della prima edizione non garantisce automaticamente il ritorno dell’evento, ma consegna agli organizzatori un segnale chiaro: anche in un giorno feriale Fukui può costruire una serata partecipata intorno alla propria cultura del sakè.