Ōkuninushi: il Kami che Costruì il Giappone e lo Cedette
Divinità CreatriciNel decimo mese lunare, secondo la tradizione, i kami provenienti dal Giappone si radunano in un solo luogo. Per questo il decimo mese lunare si chiama in tutto il Paese Kannazuki, “il mese senza dèi” — tranne che nella provincia di Izumo, dove si chiama Kamiarizuki, “il mese con gli dèi”. Il padrone di casa di quella assemblea è Ōkuninushi, il grande signore del paese: la divinità che costruì il Giappone e poi accettò di consegnarlo.
Il Nome di Ōkuninushi
Il nome si scrive 大国主神: 大 (ō) “grande”, 国 (kuni) “paese”, 主 (nushi) “signore”. “Il grande signore del paese”. È solo uno dei suoi nomi. Il Kojiki ne elenca cinque, corrispondenti alle fasi della sua vicenda: Ōnamuchi, il nome giovanile, “il grande signore della terra” Ashihara-shikoo, nome collegato alla piana di canne Yachihoko, “le ottomila lance”, il nome del corteggiatore Utsushikunitama, “lo spirito del paese visibile” Ōkuninushi, il nome della maturità Secondo il Kojiki è discendente di Susanoo alla sesta generazione; il Nihon Shoki lo dice figlio diretto.
Il Coniglio Bianco di Inaba
L’episodio con cui la sua storia comincia è la fiaba più amata del Giappone. Ōnamuchi era l’ultimo di ottanta fratelli, e li seguiva come portatore di bagagli mentre andavano a Inaba a chiedere la mano della principessa Yakami. Sulla riva del capo di Keta trovarono un coniglio scorticato, che si contorceva dal dolore. Gli ottanta fratelli, per crudeltà, gli consigliarono di bagnarsi nell’acqua di mare e asciugarsi al vento: il sale nelle carni vive lo fece urlare di dolore.
Arrivò per ultimo Ōnamuchi e chiese cosa fosse accaduto. Il coniglio raccontò: viveva sull’isola di Oki e voleva raggiungere la terraferma. Aveva sfidato i creature marine chiamate wani, interpretate come squali o coccodrilli a contare chi fosse più numeroso tra la sua stirpe e la loro, e li aveva convinti ad allinearsi sul mare per poterli contare saltando sul loro dorso.
Giunto quasi a riva, non aveva resistito e li aveva derisi rivelando l’inganno. L’ultimo wani lo aveva afferrato e scorticato. Ōnamuchi gli disse di lavarsi in acqua dolce alla foce del fiume e di rotolarsi nel polline delle tife. Il coniglio guarì. Rivelò allora la propria natura divina e profetizzò: non sarebbero stati gli ottanta fratelli a ottenere la principessa, ma lui, il portatore di bagagli.
Così avvenne.
Le Due Morti e la Fuga
La scelta della principessa Yakami scatena l’odio dei fratelli. Una prima volta Ōnamuchi viene ucciso con un masso arroventato, che gli è stato presentato come un cinghiale da catturare. Sua madre supplica Kamimusubi: le divinità Kisagai-hime e Umugi-hime intervengono e lo riportano in vita. I fratelli tentano nuovamente di ucciderlo, questa volta intrappolandolo dentro un tronco spaccato.
La madre lo ritrova, apre il legno e lo rianima. Dopo ulteriori minacce, Ōnamuchi raggiunge il Ne-no-kuni, il regno delle radici, dove incontra Susanoo. Il racconto attribuisce ruoli distinti alla madre e a Kamimusubi.
Le Prove di Susanoo
Nel regno sotterraneo, Ōnamuchi incontrò Suseri-hime, figlia di Susanoo, e i due si innamorarono all’istante. Susanoo, tutt’altro che entusiasta, lo sottopose a una serie di prove mortali: lo fece dormire nella stanza dei serpenti; Suseri-hime gli diede una sciarpa magica che li tenne lontani lo fece dormire nella stanza dei centopiedi e delle api; una seconda sciarpa lo protesse scagliò una freccia in un campo e gli ordinò di recuperarla, poi incendiò l’erba tutt’intorno; un topo gli indicò una cavità sotterranea in cui rifugiarsi e gli riportò la freccia gli ordinò di spidocchiargli i capelli, pieni di centopiedi; il giovane finse di masticarli sputando bacche rosse e argilla Alla fine Ōnamuchi legò i capelli di Susanoo alle travi della casa, bloccò la porta con un macigno, caricò sulle spalle Suseri-hime e fuggì portando con sé la spada, l’arco e la cetra del suocero.
Susanoo, svegliatosi e liberatosi, li inseguì fino al confine del regno. Ma invece di maledirli, gridò al giovane di usare quelle armi per sconfiggere i fratelli, di sposare Suseri-hime e di costruirsi un grande palazzo con le colonne piantate nella roccia. E lo chiamò per la prima volta Ōkuninushi.
Il Kunizukuri: la Costruzione del Paese
Tornato in superficie, Ōkuninushi sconfisse gli ottanta fratelli e prese possesso della Piana di Canne. Cominciò allora l’opera che definisce la sua figura: il kunizukuri (国造り), la costruzione del paese, compiuta insieme al minuscolo Sukunabikona, figlio di Kamimusubi giunto dal mare su una barchetta di baccello. I due percorsero il Giappone insegnando: l’agricoltura e l’irrigazione la medicina e la preparazione dei rimedi le tecniche per proteggersi da animali nocivi e calamità la fabbricazione del sake i riti e le pratiche di guarigione Ōkuninushi è per questo il kami della medicina giapponese, insieme a Sukunabikona.
Quando il compagno tornò nel paese eterno oltre il mare, Ōkuninushi si domandò come avrebbe potuto completare l’opera da solo. Dal mare si levò allora una luce: una divinità che chiese di essere venerata sul monte Miwa, in Yamato. Era il suo stesso sakimitama e kushimitama, lo spirito benefico e meraviglioso. È Ōmononushi, venerato all’Ōmiwa Jinja, un antichissimo santuario che non possiede un honden: il monte Miwa è venerato direttamente.
La Cessione del Paese
L’ultimo atto è il Kuniyuzuri. Amaterasu rivendicava il diritto della propria stirpe a governare le terre. Dopo due emissari falliti, scese sulla spiaggia di Inasa Takemikazuchi, il kami della spada, che piantò la lama sulla cresta di un’onda e vi si sedette sopra chiedendo la resa. Ōkuninushi rimandò la decisione ai figli. Kotoshironushi accettò; Takeminakata rifiutò, fu sconfitto in una prova di forza e confinato a Suwa.
Allora Ōkuninushi accettò, ponendo una sola condizione: che gli fosse costruita una dimora con colonne piantate nella roccia profonda e travi che raggiungessero il cielo. Nacque così l’Izumo Taisha.
L’Izumo Taisha e il Mese degli Dèi
L’Izumo Taisha è, con Ise, il santuario più venerabile del Giappone, e ne rappresenta il polo opposto: se Ise è il santuario del cielo e della dinastia, Izumo è quello della terra e delle divinità autoctone. Una tradizione attribuisce all’antico santuario un’altezza di quarantotto metri. Gli scavi del 2000 hanno rinvenuto grandi strutture di sostegno medievali: testimoniano una costruzione imponente, senza dimostrare da sole ogni dettaglio delle ricostruzioni dell’edificio più antico.
All’Izumo Taisha si prega battendo le mani quattro volte anziché due, secondo l’uso tradizionale del santuario. Ogni anno, nel decimo mese lunare, le divinità si radunano qui secondo la tradizione per il Kamiari-sai. L’ordine del giorno dell’assemblea, secondo la tradizione, riguarda i legami tra le persone: chi sposerà chi, quali incontri avverranno.
Per questo Ōkuninushi è il kami dell’enmusubi, il legame amoroso, e l’Izumo Taisha è la meta di pellegrinaggio per eccellenza di chi cerca un compagno.
Ōkuninushi e Daikokuten
Nel sincretismo medievale, Ōkuninushi fu identificato con Daikokuten, una delle Sette Divinità della Fortuna, per un gioco di letture: i caratteri 大国 (ōkuni) si possono leggere anche daikoku. Da questa fusione deriva l’iconografia popolare del kami: la figura di Daikokuten, un uomo sorridente con un cappuccio, un sacco di tesori sulla spalla, un martello magico e due sacchi di riso ai piedi.
Il Significato Profondo di Ōkuninushi
Ōkuninushi è il grande sconfitto della mitologia giapponese, e insieme una delle figure più importanti del culto di Izumo. Costruisce il paese, lo rende abitabile, insegna agli uomini a curarsi e a coltivare — e poi lo consegna a chi arriva dal cielo. In cambio ottiene un santuario e il dominio sulle “cose invisibili”: i legami, i destini, le relazioni.
La divisione è precisa e antichissima: alla corte celeste il governo del visibile, a Izumo quello dell’invisibile. È forse il compromesso politico-religioso più intelligente della storia giapponese, e regge da tredici secoli.
Domande Frequenti su Ōkuninushi
Chi è Ōkuninushi?
È il grande kami di Izumo, costruttore del Giappone insieme a Sukunabikona, divinità della medicina, dell’agricoltura e dei legami. Cedette il paese alla stirpe di Amaterasu.
Cos’è la storia del coniglio di Inaba?
Ōnamuchi guarì un coniglio scorticato indicandogli acqua dolce e polline di tifa. Il coniglio, divinità in incognito, gli profetizzò le nozze con la principessa Yakami.
Cos’è il kunizukuri?
La “costruzione del paese”: l’opera con cui Ōkuninushi e Sukunabikona resero il Giappone abitabile insegnando agricoltura, medicina e tecniche di protezione.
Perché a Izumo si battono le mani quattro volte?
È il rito tradizionale dell’Izumo Taisha: due inchini, quattro battute di mani e un inchino. Il santuario lo collega alle otto battute della sua grande festa, ridotte a quattro nella preghiera quotidiana.
Perché il decimo mese lunare è “il mese senza dèi”?
Perché secondo la tradizione i kami si radunano a Izumo nel decimo mese lunare. Solo a Izumo quel mese si chiama “mese con gli dèi”.
Fonti e approfondimenti
Il racconto segue le tradizioni del Kojiki (712) e, dove indicato, del Nihon Shoki (720). Queste opere tramandano miti e genealogie divine: gli episodi non sono cronache storiche accertate.