In Italia comprare un’auto è una scelta personale: si sceglie il modello, si valuta il budget e poi si pensa a dove parcheggiarla.
In Giappone, soprattutto nelle grandi aree urbane, il ragionamento può essere molto diverso.
Prima di acquistare un’automobile può essere necessario dimostrare di avere già un posto dove parcheggiarla.
È una regola che sorprende molti visitatori stranieri e racconta molto del rapporto tra spazio, città e mobilità nella società giapponese.
IL CERTIFICATO DI PARCHEGGIO: LO SHAKO SHOMEISHO
Il documento al centro di questa particolare normativa si chiama shako shomeisho (車庫証明), cioè il certificato che dimostra la disponibilità di un parcheggio.
In molte zone del Giappone, chi vuole registrare un’automobile deve dimostrare di avere un luogo adeguato dove custodirla.
L’obiettivo è evitare che le strade vengano riempite da auto parcheggiate ovunque, creando problemi di traffico, sicurezza e gestione degli spazi pubblici.
NON VALE ALLO STESSO MODO IN TUTTO IL GIAPPONE
Un dettaglio importante: non significa che ogni persona in Giappone, indipendentemente da dove viva, debba seguire esattamente la stessa procedura.
Le regole possono cambiare in base alla zona di residenza e al tipo di veicolo.
Il requisito è particolarmente importante nelle grandi città e nelle aree dove lo spazio disponibile è limitato.
PERCHÉ IL GIAPPONE HA CREATO QUESTA REGOLA?
La risposta principale è una questione di spazio.
Città come Tokyo hanno una densità abitativa elevatissima, con quartieri dove strade, abitazioni e attività commerciali convivono in pochi metri quadrati.
In un ambiente simile lasciare la gestione del parcheggio soltanto alla disponibilità del momento avrebbe creato facilmente problemi.
Il certificato di parcheggio nasce quindi dalla necessità di organizzare meglio il rapporto tra automobili e territorio.
A TOKYO POSSEDERE UN’AUTO NON È SEMPRE LA SCELTA PIÙ COMODA
Per molti abitanti delle grandi città giapponesi l’automobile non rappresenta necessariamente la soluzione migliore.
A Tokyo, ad esempio, esistono:
una rete ferroviaria tra le più efficienti al mondo;
linee metropolitane frequenti;
taxi disponibili;
servizi di car sharing.
Molte persone preferiscono utilizzare i mezzi pubblici e noleggiare un’auto soltanto quando serve.
I PARCHEGGI GIAPPONESI SONO DIVERSI DA QUELLI EUROPEI
Camminando nelle città giapponesi si notano subito alcune differenze.
Gli spazi dedicati alle auto sono spesso studiati per sfruttare ogni centimetro disponibile.
Si possono trovare:
parcheggi verticali;
sistemi automatici;
piccoli parcheggi a pagamento;
posti auto ricavati tra edifici e spazi molto ridotti.
In un Paese dove il terreno urbano ha un valore elevato, anche il parcheggio diventa una questione di organizzazione.
PERCHÉ IN GIAPPONE SONO DIFFUSE LE AUTO PICCOLE?
La gestione dello spazio ha influenzato anche il mercato automobilistico giapponese.
Nel Paese sono molto diffuse le kei car, piccole automobili che rispettano specifici limiti di dimensioni e cilindrata.
Sono apprezzate perché:
occupano poco spazio;
hanno costi di gestione più contenuti;
sono perfette per le strade urbane;
possono beneficiare di alcune agevolazioni.
Per molti automobilisti giapponesi una macchina compatta è una scelta pratica legata al modo di vivere le città.
IL CONTRASTO CON L’ITALIA
Per un visitatore italiano questa situazione può sembrare insolita.
In molte città italiane il problema del parcheggio arriva dopo l’acquisto dell’auto.
In Giappone, invece, soprattutto nelle zone urbane più dense, la disponibilità dello spazio viene considerata prima.
È un piccolo esempio di come una scelta quotidiana possa riflettere differenze culturali più profonde.
FUORI DALLE GRANDI CITTÀ LA SITUAZIONE CAMBIA
Il rapporto con l’automobile è molto diverso nelle zone rurali.
In molte aree del Giappone avere un’auto è quasi indispensabile.
Villaggi di montagna, campagne e regioni con collegamenti ferroviari meno frequenti dipendono maggiormente dal trasporto privato.
È uno dei motivi per cui molti turisti scelgono di noleggiare un’auto quando visitano:
Hokkaido;
Okinawa;
Alpi giapponesi;
zone rurali lontane dalle grandi città.
UNA REGOLA CHE RACCONTA IL GIAPPONE
La questione del parcheggio non riguarda soltanto le automobili.
Racconta un principio molto presente nella società giapponese: organizzare gli spazi in modo da ridurre i problemi per la collettività.
Quello che può sembrare un limite per chi arriva dall’estero è anche uno degli elementi che contribuiscono all’ordine e alla vivibilità delle città giapponesi.
IN CONCLUSIONE
In Giappone il parcheggio non è un dettaglio secondario: in molte zone è parte integrante della decisione di possedere un’automobile.
La regola dello shako shomeisho nasce dalla necessità di gestire lo spazio in un Paese dove grandi città e territori densamente abitati richiedono soluzioni particolari.
Una piccola curiosità che racconta ancora una volta una caratteristica molto giapponese: trovare ordine anche dove lo spazio sembra non bastare mai.