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La Sesshōseki divisa in due a Nasu, prefettura di Tochigi
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La pietra che uccide era già stata spezzata

📅 29 Settembre 2026 · ✍️ giapponenascosto · 🕐 5 min lettura

Nel 2022 la Sesshōseki di Nasu si è divisa in due e il web ha annunciato la fuga della volpe a nove code. Le fonti giapponesi raccontano una storia più strana: secondo la leggenda, quella pietra era già un frammento.

GODS BREED · Firme di Giappone Nascosto · Nasu, prefettura di Tochigi

Il 5 marzo 2022 alcuni visitatori fotografano un masso scuro, avvolto in una corda sacra, tagliato da una frattura netta. È la Sesshōseki 殺生石, la «pietra che uccide», nella zona termale di Nasu Yumoto. La notizia fa il giro del mondo: si è rotta la prigione della volpe a nove code, lo spirito è libero.

Ma la leggenda contiene un dettaglio che cambia il racconto. La pietra di Nasu, secondo la tradizione locale, era già stata spezzata secoli prima. Quella divisa nel 2022 sarebbe stata la parte rimasta sul posto.

Chi era Tamamo-no-Mae

La storia della volpe prende forma nella letteratura e nel teatro del Giappone medievale. Una volpe dorata dal muso bianco e nove code, dopo aver attraversato l’India e la Cina, giunge alla corte giapponese sotto le sembianze della bellissima e colta Tamamo-no-Mae 玉藻前.

La versione raccontata dal comune di Nasu la lega a Toba, sovrano ritirato. Quando lui si ammala, un indovino di corte ne svela la natura. Tamamo-no-Mae fugge verso la piana di Nasu, dove i guerrieri la raggiungono. Dopo la morte, il suo corpo diventa una pietra che emana veleno e uccide chi si avvicina: la Sesshōseki.

«Sesshō» è anche un termine buddhista che indica l’uccisione degli esseri viventi. La storia di questa volpe si inserisce nel più vasto folklore delle creature yōkai del Giappone.

Il vulcano dietro la leggenda

La pietra si trova sulle pendici vulcaniche del Nasu. L’area è segnata da odore di zolfo, vapori e vegetazione rada. I gas che escono dal terreno spiegano perché un luogo simile potesse apparire mortale anche senza una volpe soprannaturale.

Matsuo Bashō visitò il sito durante il viaggio del 1689 narrato nell’Oku no hosomichi. Scrisse che vicino alla pietra api e farfalle giacevano morte in tale quantità da coprire la sabbia. La leggenda non inventava il pericolo: gli dava un volto, un nome e una colpa.

«L’odore della pietra —
l’erba d’estate si fa rossa,
la rugiada brucia»

Matsuo Bashō, traduzione GODS BREED

Gennō e la prima rottura

La vicenda prosegue con il monaco zen Gennō Shinshō. Qui le versioni divergono. Nel dramma nō Sesshōseki il monaco prega, la pietra si apre e lo spirito promette di non fare più del male. Nella versione del comune di Nasu, Gennō lancia un grido, la roccia si divide in tre e soltanto un pezzo resta sul posto. Altri racconti lo mostrano mentre usa un martello.

Proprio il martello è una traccia della leggenda nella lingua di tutti i giorni: gennō è il nome giapponese di un attrezzo a due teste piatte. I dizionari ne collegano il nome al monaco che avrebbe frantumato la pietra. L’etimologia tramandata è reale; il colpo che la ispira appartiene alla leggenda.

Ecco il dettaglio dimenticato nel 2022. Nella tradizione di Nasu la roccia non era più una prigione intatta: era il frammento rimasto dopo il primo esorcismo.

La frattura del 2022

Prima della separazione erano state osservate crepe nella roccia. Una spiegazione plausibile è che acqua e gelo abbiano allargato la frattura nel tempo. La rottura è un fatto; l’idea che uno spirito sia stato liberato è una lettura della leggenda, non una notizia documentata.

La comunità ha continuato a trattare il luogo con rispetto. Dopo la rottura sono stati celebrati riti e la pietra è stata nuovamente cinta da uno shimenawa, la corda sacra. Nessuno ha dovuto scegliere tra spiegazione naturale e valore simbolico: entrambe appartengono alla storia del sito.

Visitare la Sesshōseki

La Sesshōseki si trova a Nasu Yumoto, nella prefettura di Tochigi. Nell’area del Sesshōseki-enchi il percorso attraversa un paesaggio di massi e vapori, vicino alle statue di Jizō e al santuario Nasu Onsen Jinja. La pietra divisa è protetta da una recinzione.

  • Dove: Nasu-machi Yumoto, Tochigi, regione Kantō.
  • Accesso: da Nasu-Shiobara o Kuroiso con autobus per Nasu Yumoto; verificare orari e tariffe aggiornati prima della partenza.
  • Ingresso: area all’aperto, normalmente gratuita; controllare eventuali limitazioni sul posto.
  • Sicurezza: restare sui percorsi segnalati e rispettare recinzioni e avvisi relativi ai gas vulcanici.
  • Da abbinare: il santuario Nasu Onsen Jinja e, per chi vuole conoscere le terme giapponesi, la nostra guida agli onsen.

Andateci sapendo che cosa state guardando: un vulcano, un poeta, un monaco e una volpe hanno lasciato ognuno un segno sulla stessa roccia. La frattura del 2022 è soltanto l’ultimo.

Fonti

GODS BREED racconta la mitologia e il folklore del Giappone partendo dalle fonti: kami, yōkai e storie nascoste dietro personaggi e luoghi. Segui @gods_breed_ su Instagram.

Foto di copertina: Miyuki Meinaka / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0; immagine non modificata.