Dal 1° ottobre 2026 cambia la tassa sulle bevande alcoliche in Giappone. La fase finale della riforma porta a 54,25 yen per lattina da 350 millilitri l’imposta sulle principali bevande di tipo birra, riducendo il prelievo sulla birra tradizionale e aumentando quello sui prodotti finora meno tassati.
Nello stesso momento termina a Okinawa il trattamento agevolato sull’imposta sugli alcolici. La fine della misura interessa direttamente Orion Breweries, il produttore più legato alla prefettura.
La nuova tassa sulla birra in Giappone
Prima della riforma, una lattina da 350 millilitri di birra tradizionale incorporava 63,35 yen di imposta. Dal 1° ottobre il valore scende a 54,25 yen: una riduzione di 9,10 yen.
Per happōshu con meno del 25% di malto e bevande della cosiddetta terza categoria, l’imposta sale invece da 46,99 a 54,25 yen, con un aumento di 7,26 yen. L’happōshu con percentuale di malto compresa fra il 25% e meno del 50% era già tassato a 54,25 yen e non subisce lo stesso aumento.
La riforma era stata articolata in più fasi a partire dal 2020. L’obiettivo è eliminare il vantaggio fiscale che aveva favorito la nascita di prodotti simili alla birra formulati per rientrare nelle categorie meno tassate.
Chūhai: una categoria separata
I chūhai e altre bevande frizzanti a bassa gradazione non vengono unificati alla birra. La loro imposta passa da 28 a 35 yen per 350 millilitri: aumenta di 7 yen, ma resta inferiore ai 54,25 yen applicati alle bevande di tipo birra.
La distinzione è importante perché una variazione dell’imposta non determina automaticamente lo stesso cambiamento del prezzo al dettaglio. Costi delle materie prime, logistica e strategie commerciali possono assorbire o superare la differenza fiscale. Un riepilogo degli effetti immediati è riportato anche da Nippon.com.
Perché i produttori tornano alla birra tradizionale
Con aliquote allineate, produrre happōshu o bevande di terza categoria non offre più lo stesso vantaggio fiscale. Alcune aziende stanno quindi aumentando la quantità di malto e riclassificando prodotti già conosciuti come birra.
Il mercato potrebbe spostare la competizione dal prezzo legato alla categoria fiscale verso gusto, marchio e qualità percepita. Questo non significa però che tutte le lattine diventeranno birra né che i prezzi si uniformeranno immediatamente.
A Okinawa termina l’agevolazione fiscale
Okinawa beneficiava di un trattamento speciale introdotto dopo il ritorno della prefettura sotto l’amministrazione giapponese nel 1972. La misura riduceva l’imposta su alcuni alcolici prodotti localmente e ha sostenuto per decenni anche Orion Beer.
Con la scadenza dell’agevolazione, Orion opera alle stesse condizioni fiscali di base dei produttori del resto del Giappone. L’effetto riguarda i costi dell’azienda, ma il prezzo finale dipenderà dalle decisioni commerciali del produttore e dei rivenditori.
Cosa cambia per Orion Beer
Orion continuerà a puntare su Orion The Draft e adeguerà parte della gamma al nuovo scenario. Dal 14 ottobre, Mugishokunin e Southern Star saranno proposti come birre grazie a una maggiore presenza di malto.
Per chi visita Okinawa, Orion resta uno dei simboli gastronomici locali. La riforma fiscale racconta però un passaggio più ampio: si chiude l’epoca in cui la composizione delle bevande veniva modificata soprattutto per ottenere una tassazione più favorevole. Per approfondire il contesto puoi leggere la nostra guida ai ristoranti e sapori del Giappone e l’articolo sul Craft Beer & Food Festival di Nagano.