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Videogiochi

Gli yokai nei videogiochi moderni: come il folklore ispira il gaming

📅 30 Luglio 2026 · ✍️ giapponenascosto · 🕐 5 min lettura

Un demone mascherato emerge dalla nebbia.

Una donna vestita di bianco compare durante una tempesta di neve.

Una volpe misteriosa guida il protagonista attraverso una foresta sacra.

Per molti giocatori sono semplicemente nemici, boss o personaggi memorabili.

Per chi conosce la cultura giapponese, invece, sono molto di più.

Dietro queste creature si nascondono gli yōkai, gli spiriti e gli esseri soprannaturali che popolano il folklore del Giappone da oltre mille anni.

Negli ultimi decenni i videogiochi hanno contribuito più di qualsiasi altro mezzo a far conoscere queste leggende al pubblico internazionale. Alcuni titoli le reinterpretano liberamente, altri cercano una ricostruzione sorprendentemente fedele. In entrambi i casi, il risultato è lo stesso: il folklore continua a vivere, trasformandosi in esperienze interattive.

CHI SONO GLI YŌKAI

Prima di parlare dei videogiochi è importante chiarire un punto.

Gli yōkai non sono semplicemente “mostri”.

Possono essere spiriti della natura.

Animali con poteri soprannaturali.

Oggetti che prendono vita.

Demoni.

Fantasmi.

Creature dispettose.

Oppure protettori.

Nel folklore giapponese convivono migliaia di yōkai, ciascuno con una storia diversa.

È proprio questa incredibile varietà ad aver fornito agli sviluppatori una fonte inesauribile di ispirazione.

GHOST OF TSUSHIMA: IL FOLKLORE COME ATMOSFERA

A differenza di quanto molti pensano, Ghost of Tsushima non è un gioco sugli yōkai.

Non ci sono mostri da combattere.

Eppure il folklore è ovunque.

Le foreste avvolte dalla nebbia.

Le volpi che guidano il giocatore verso i santuari di Inari.

Le leggende narrate dai musicisti.

I boschi sacri.

I templi nascosti.

Molte missioni secondarie sembrano racconti popolari tramandati da generazioni.

Il gioco costruisce un Giappone credibile proprio perché utilizza continuamente elementi della spiritualità e del folklore tradizionale.

Gli yōkai non sono visibili.

Ma la sensazione che possano apparire da un momento all’altro accompagna costantemente l’esplorazione.

NIOH: QUANDO IL FOLKLORE DIVENTA GAMEPLAY

Se esiste un videogioco che ha trasformato gli yōkai nei veri protagonisti, quello è Nioh.

Ogni area introduce creature tratte direttamente dalle leggende giapponesi.

Oni giganteschi.

Tengu.

Kappa.

Yuki-onna.

Nurikabe.

Rokurokubi.

Molti boss conservano persino il comportamento descritto nei racconti popolari.

Gli sviluppatori del Team Ninja hanno svolto un enorme lavoro di ricerca, reinterpretando le creature senza tradirne l’identità.

Per questo motivo Nioh è spesso consigliato anche a chi desidera avvicinarsi al folklore giapponese.

ŌKAMI: IL VIDEOGIOCO CHE SEMBRA UNA LEGGENDA

Pochi videogiochi celebrano la cultura giapponese quanto Ōkami.

Il giocatore controlla Amaterasu, la dea del Sole, trasformata in un lupo bianco.

L’intero mondo di gioco è costruito attorno ai miti dello Shintō.

Ogni ambientazione richiama dipinti tradizionali.

Ogni personaggio deriva da racconti popolari.

Ogni boss rappresenta una creatura della mitologia giapponese.

Persino lo stile grafico ricorda la pittura a inchiostro (sumi-e), trasformando il gioco in una sorta di rotolo illustrato interattivo.

Più che un semplice videogioco, Ōkami è una dichiarazione d’amore verso il patrimonio culturale del Giappone.

YO-KAI WATCH: IL FOLKLORE DIVENTA POP

A differenza di Pokémon, che spesso rielabora liberamente le proprie ispirazioni, Yo-kai Watch utilizza direttamente gli yōkai.

Jibanyan.

Whisper.

Komasan.

Sono reinterpretazioni moderne di creature appartenenti al folklore.

Il gioco aggiorna il loro aspetto, aggiunge umorismo e li rende accessibili ai più giovani, ma conserva molti elementi delle leggende originali.

È probabilmente il titolo che più di ogni altro ha riportato gli yōkai al centro dell’immaginario delle nuove generazioni giapponesi.

SEKIRO: GLI SPIRITI TRA STORIA E MITO

Anche Sekiro: Shadows Die Twice intreccia continuamente realtà storica e folklore.

Le apparizioni soprannaturali.

I monaci immortali.

Le creature corrotte.

I draghi.

Le carpe giganti.

Molti elementi affondano le radici nella religione buddhista e nelle leggende popolari.

Come spesso accade nei giochi di FromSoftware, nulla viene spiegato apertamente.

È il giocatore a ricostruire il significato dei simboli osservando il mondo.

POKÉMON E GLI YŌKAI

Anche se non parla esplicitamente di folklore, Pokémon è profondamente influenzato dall’immaginario degli yōkai.

Ninetales richiama la kitsune.

Froslass ricorda la Yuki-onna.

Shiftry il tengu.

Spiritomb le leggende sugli spiriti imprigionati.

Molti Pokémon Spettro nascono proprio dalla tradizione dei racconti popolari.

È uno dei motivi per cui il loro design appare così originale agli occhi occidentali.

PERCHÉ GLI SVILUPPATORI CONTINUANO A ISPIRARSI AGLI YŌKAI

La risposta è semplice.

Gli yōkai sono incredibilmente versatili.

Possono essere spaventosi.

Comici.

Malinconici.

Misteriosi.

Possono diventare boss, alleati, mercanti, guide o semplici dettagli ambientali.

Offrono inoltre qualcosa che pochi altri immaginari riescono a trasmettere: un forte legame con la natura.

Nel folklore giapponese una montagna, un fiume o un vecchio albero possono ospitare uno spirito.

Per questo molti videogiochi giapponesi fanno percepire il paesaggio come vivo.

COME IL GAMING STA SALVANDO IL FOLKLORE

Molti giovani hanno scoperto gli yōkai non leggendo antichi racconti, ma giocando.

Un boss affrontato in Nioh.

Una missione in Ghost of Tsushima.

Una divinità incontrata in Ōkami.

Un personaggio di Yo-kai Watch.

La cultura pop sta facendo ciò che per secoli hanno fatto i cantastorie: tramandare leggende.

Cambia il mezzo.

Non cambia il bisogno di raccontarle.

CURIOSITÀ SUGLI YŌKAI NEI VIDEOGIOCHI
In Nioh quasi ogni boss è ispirato a una creatura realmente presente nel folklore giapponese.
Le volpi di Ghost of Tsushima richiamano i messaggeri della divinità Inari.
Ōkami è considerato uno dei videogiochi che meglio rappresentano l’estetica della pittura tradizionale giapponese.
Molti designer di Game Freak hanno dichiarato di essersi ispirati ai racconti popolari durante la creazione di alcuni Pokémon.
Oggi gli yōkai compaiono anche in giochi occidentali, segno della loro crescente popolarità internazionale.
IL FILO TRA IERI E OGGI

Gli yōkai non vivono più soltanto nei racconti tramandati intorno al fuoco o nelle antiche stampe giapponesi. Oggi attraversano foreste digitali, diventano boss da affrontare, compagni di viaggio o guide silenziose nei videogiochi di tutto il mondo.

Da Ghost of Tsushima a Nioh, da Ōkami a Pokémon, ogni reinterpretazione dimostra che il folklore giapponese non appartiene al passato. Continua a evolversi, trovando nuovi linguaggi per raccontare le stesse storie. E forse è proprio questa la forza degli yōkai: cambiare forma senza perdere la propria anima, continuando ad affascinare generazioni di giocatori in ogni parte del mondo.