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Cultura Pop

Nintendo: come un’azienda nata nel 1889 ha cambiato il mondo dei videogiochi

📅 9 Settembre 2026 · ✍️ giapponenascosto · 🕐 6 min lettura

Quando pensiamo a Nintendo, vengono subito in mente Mario, Zelda, Pokémon e alcune delle console più famose della storia.
Eppure, Nintendo esisteva quasi un secolo prima dell’arrivo del Famicom.
La sua storia comincia nel 1889 a Kyoto, quando Fusajiro Yamauchi iniziò a produrre e vendere hanafuda, le tradizionali carte da gioco giapponesi.
Da quelle carte sarebbe nata una delle aziende più importanti nella storia dell’intrattenimento.
Il percorso, però, non fu immediato. Nintendo attraversò generazioni, cambiamenti tecnologici e profonde trasformazioni del mercato prima di diventare il gigante dei videogiochi che conosciamo oggi.

PRIMA DEI VIDEOGIOCHI C’ERANO LE HANAFUDA

Le hanafuda sono piccole carte decorate con fiori e altri elementi legati alle stagioni.
Fusajiro Yamauchi iniziò a produrle a Kyoto. Successivamente, nel 1902, Nintendo cominciò anche a fabbricare carte da gioco in stile occidentale.
Per decenni furono proprio le carte il cuore dell’attività.
Nel 1947 nacque Marufuku Co., Ltd., società dalla quale deriva l’attuale Nintendo. Nel 1951 assunse il nome Nintendo Playing Card Co., Ltd. e nel 1963 diventò Nintendo Co., Ltd.
Un altro passaggio significativo arrivò nel 1959, quando l’azienda iniziò a commercializzare carte con personaggi Disney.
Nintendo stava progressivamente cercando nuovi modi per trasformare il gioco in un prodotto destinato a un pubblico sempre più ampio.

DALLE CARTE AI GIOCATTOLI ELETTRONICI

Negli anni successivi Nintendo ampliò le proprie attività nel settore dell’intrattenimento.
Tra gli anni Sessanta e Settanta arrivarono nuovi giocattoli e prodotti elettronici. L’azienda iniziò inoltre ad avvicinarsi sempre di più al nascente mercato dei videogiochi.
Nel 1980 arrivò uno dei prodotti fondamentali di questa evoluzione: il Game & Watch.
Questi piccoli dispositivi portatili utilizzavano uno schermo LCD e permettevano di giocare praticamente ovunque.
Dietro molti di questi prodotti troviamo anche Gunpei Yokoi, una delle figure più importanti nella storia tecnologica e creativa di Nintendo.
L’idea del videogioco portatile avrebbe accompagnato l’azienda ancora per decenni.

DONKEY KONG E LA NASCITA DI MARIO

Nel 1981 arrivò un’altra svolta.
Un giovane designer Nintendo, Shigeru Miyamoto, lavorò alla creazione di Donkey Kong per le sale giochi.
Il protagonista doveva superare piattaforme e ostacoli per salvare Pauline.
All’epoca quel personaggio non si chiamava ancora Mario.
Era conosciuto come Jumpman.
Successivamente ricevette il nome con cui sarebbe diventato uno dei personaggi più riconoscibili della cultura pop mondiale.
Donkey Kong rappresentò quindi molto più di un successo arcade. Nintendo aveva trovato un personaggio destinato a diventare uno dei suoi simboli più importanti.

IL FAMICOM PORTA NINTENDO NELLE CASE GIAPPONESI

Il grande salto arrivò nel 1983 con il Family Computer, meglio conosciuto come Famicom.
La console debuttò in Giappone e successivamente arrivò su altri mercati in una forma differente come Nintendo Entertainment System, o NES.
Fu l’inizio di una nuova epoca.
Titoli come Super Mario Bros., The Legend of Zelda e Metroid contribuirono alla nascita di alcune delle serie che ancora oggi identificano Nintendo.
L’azienda non vendeva più soltanto dispositivi elettronici.
Stava costruendo mondi, personaggi e modi di giocare capaci di accompagnare intere generazioni.
Ed era soltanto l’inizio.

GAME BOY: I VIDEOGIOCHI ENTRANO NELLE TASCHE

Nel 1989 Nintendo lanciò in Giappone il Game Boy.
Lo schermo era monocromatico e la console non puntava sulla massima potenza disponibile. Il suo punto di forza era un altro: permettere alle persone di giocare praticamente ovunque.
Tetris contribuì enormemente alla sua popolarità.
Qualche anno dopo, il Game Boy diventò anche la casa di un fenomeno destinato a conquistare il mondo: Pokémon.
La famiglia Game Boy avrebbe superato complessivamente i 100 milioni di unità vendute.
Nintendo aveva dimostrato ancora una volta che innovare non significava necessariamente utilizzare la tecnologia più potente.
A volte significava trovare semplicemente un modo diverso di giocare.

NON TUTTE LE IDEE DIVENTARONO UN SUCCESSO

La storia di Nintendo non è composta soltanto da trionfi.
Nel 1995 arrivò in Giappone il Virtual Boy, un particolare sistema che cercava di offrire immagini stereoscopiche attraverso un visore da tavolo.
Il progetto ebbe vita breve.
È un passaggio interessante perché mostra un lato meno raccontato dell’azienda. Nintendo ha sperimentato molto e, inevitabilmente, alcune idee non hanno ottenuto i risultati sperati.
L’insuccesso del Virtual Boy, però, non fermò la ricerca di nuovi modi per interagire con i videogiochi.

DAL NINTENDO 64 ALLA WII

Nel 1996 Nintendo lanciò in Giappone il Nintendo 64.
Titoli come Super Mario 64 mostrarono quanto il passaggio agli ambienti tridimensionali potesse cambiare il modo di controllare un personaggio ed esplorare un mondo virtuale.
Negli anni successivi arrivarono GameCube e Nintendo DS.
Poi, nel 2006, Nintendo intraprese un’altra strada particolare con Wii.
Il telecomando dotato di rilevamento del movimento rese immediatamente comprensibili molte azioni. Muovere una racchetta o simulare un gesto poteva diventare parte dell’esperienza.
Nintendo cercava così di raggiungere anche persone che normalmente non avrebbero acquistato una console.
Era una strategia coerente con buona parte della sua storia: non inseguire necessariamente la massima potenza tecnica, ma sperimentare nuovi modi di mettere il giocatore al centro dell’esperienza.

DA SWITCH A SWITCH 2

La capacità di reinventarsi continuò anche negli anni successivi.
Nel 2017 Nintendo lanciò Switch, una console capace di funzionare sia collegata al televisore sia come dispositivo portatile.
In un certo senso, riuniva due anime che Nintendo aveva sviluppato per decenni: quella delle console domestiche e quella dei sistemi portatili.
Nel 2025 è arrivata Nintendo Switch 2, nuovo capitolo di una storia iniziata ben lontano dagli schermi digitali.
Nel frattempo Mario, Zelda, Donkey Kong, Animal Crossing, Splatoon e numerose altre serie hanno trasformato Nintendo in un marchio conosciuto in tutto il mondo.
Eppure, dopo più di un secolo, la sede dell’azienda rimane ancora oggi a Kyoto, la città dove tutto ebbe inizio.

IN CONCLUSIONE

La storia di Nintendo è particolare proprio perché non nasce con i videogiochi.
Comincia con un mazzo di carte nella Kyoto del 1889.
Da allora l’azienda ha attraversato più di un secolo di trasformazioni, passando dalle hanafuda ai giocattoli elettronici, dalle sale giochi alle console domestiche e dai primi dispositivi portatili alle piattaforme moderne.
Non tutte le sue idee hanno funzionato. Alcune, invece, hanno modificato profondamente il modo in cui milioni di persone giocano.
Ed è forse questo il filo che collega le hanafuda al Game Boy, alla Wii e alle console moderne: Nintendo ha continuato a reinventare il modo di giocare senza smettere di essere un’azienda dell’intrattenimento.