Chi visita il Giappone per la prima volta potrebbe rimanere sorpreso nel vedere enormi sale illuminate, piene di luci, suoni e migliaia di persone concentrate davanti a strane macchine metalliche. A prima vista sembrano casinò, ma in realtà non lo sono.
Benvenuti nel mondo del Pachinko, uno dei passatempi più iconici del Giappone e, allo stesso tempo, uno degli aspetti più curiosi della sua legislazione.
IL GIOCO D’AZZARDO È LEGALE IN GIAPPONE?
La risposta breve è no.
Il Codice Penale giapponese vieta, in linea generale, il gioco d’azzardo con vincite in denaro. Proprio per questo motivo, nel Paese non troverete casinò tradizionali come quelli di Las Vegas o Macao.
Esistono però alcune eccezioni previste dalla legge, come le lotterie nazionali e alcune forme di scommesse regolamentate su corse di cavalli, biciclette, motoscafi e motociclette.
Ed è qui che entra in scena il Pachinko.
CHE COS’È IL PACHINKO?
Il Pachinko è un gioco che ricorda un incrocio tra un flipper verticale e una moderna slot machine.
Il giocatore acquista delle piccole palline d’acciaio e le inserisce nella macchina. A seconda di come si muovono all’interno del percorso, è possibile ottenere altre palline come premio.
L’obiettivo non è semplicemente affidarsi alla fortuna: molte macchine richiedono anche una certa abilità nel regolare la velocità con cui vengono lanciate le palline.
Per milioni di giapponesi rappresenta un passatempo, tanto che le sale Pachinko fanno parte del paesaggio urbano da decenni.
PERCHÉ NON È CONSIDERATO GIOCO D’AZZARDO?
Ed è proprio qui che la situazione diventa interessante.
All’interno delle sale Pachinko non si vincono direttamente soldi. Le palline accumulate possono essere scambiate con premi, come snack, oggetti o gettoni speciali.
In molte aree, questi premi possono poi essere ceduti a esercizi autorizzati e separati dalla sala, secondo un sistema regolamentato che si è sviluppato nel corso degli anni.
Questo particolare meccanismo ha permesso al Pachinko di esistere pur in un Paese dove il gioco d’azzardo è generalmente vietato.
UN’ESPERIENZA CHE COLPISCE TUTTI
Anche chi non ha alcun interesse per il gioco rimane spesso colpito dall’atmosfera di una sala Pachinko.
Appena si aprono le porte, si viene investiti da un mix di luci lampeggianti, musica e dal rumore continuo delle migliaia di palline d’acciaio che rimbalzano all’interno delle macchine.
Per molti turisti è un’esperienza quasi surreale, difficile da dimenticare.
E I CASINÒ?
Per molti anni il Giappone è stato uno dei pochi grandi Paesi senza casinò.
Negli ultimi anni, però, il governo ha autorizzato la realizzazione degli Integrated Resorts, grandi complessi turistici che includeranno hotel, centri congressi, negozi, aree per l’intrattenimento e una zona dedicata al casinò.
Il primo grande resort di questo tipo è in costruzione a Osaka e rappresenta uno dei progetti turistici più importanti del Paese.
UNA CURIOSITÀ
Se passeggiate per quartieri come Akihabara, Shinjuku, Ueno o Namba, noterete che le sale Pachinko sono spesso enormi e occupano diversi piani degli edifici.
Nonostante il rumore all’interno, all’esterno le porte automatiche e gli ingressi sono progettati per limitare il più possibile la diffusione del suono, contribuendo a mantenere ordinate le strade circostanti.
IN CONCLUSIONE
Il rapporto del Giappone con il gioco d’azzardo è molto diverso da quello di altri Paesi.
Da una parte la legge mantiene regole severe, dall’altra esistono eccezioni che hanno dato vita a fenomeni unici come il Pachinko, diventato negli anni un simbolo della cultura popolare giapponese.
Anche senza entrare a giocare, fermarsi qualche minuto davanti a una di queste sale permette di osservare un lato del Giappone che incuriosisce milioni di visitatori e racconta quanto questo Paese riesca spesso a trovare soluzioni davvero particolari.