Chiunque abbia visto almeno una fotografia del Giappone ha sicuramente notato quei caratteristici portali rossi che sembrano aprire la strada verso un mondo diverso.
Si chiamano torii e sono uno dei simboli più riconoscibili del Paese.
Li troviamo all’ingresso di santuari, lungo sentieri di montagna, nel cuore delle città e perfino immersi nell’acqua. Ma qual è il loro vero significato?
Dietro la loro apparente semplicità si nasconde una tradizione che accompagna il Giappone da oltre mille anni.
CHE COS’È UN TORII?
Il torii è un portale tradizionale che segna l’ingresso a un santuario shintoista.
Attraversarlo significa lasciare simbolicamente il mondo quotidiano per entrare in uno spazio considerato sacro.
Per questo motivo rappresenta uno degli elementi più importanti della religione shintoista.
PERCHÉ SONO QUASI SEMPRE ROSSI?
Il colore più comune è il rosso vermiglio, chiamato anche shu-iro.
Secondo la tradizione, questo colore è associato alla protezione e alla purificazione e viene utilizzato da secoli nei santuari giapponesi.
Non tutti i torii, però, sono rossi: alcuni sono costruiti in legno naturale, pietra o metallo, a seconda della loro storia e del luogo in cui si trovano.
COME CI SI COMPORTA DAVANTI A UN TORII?
Per i giapponesi il torii non è soltanto un elemento architettonico.
Prima di attraversarlo molte persone si fermano per un leggero inchino in segno di rispetto.
Inoltre, è consuetudine evitare il centro del passaggio, poiché simbolicamente è riservato alle divinità (kami). I visitatori percorrono quindi uno dei due lati.
Sono piccoli gesti che dimostrano rispetto verso il luogo sacro.
I TORII PIÙ FAMOSI DEL GIAPPONE
Tra i più celebri c’è sicuramente quello del Santuario di Itsukushima, sull’isola di Miyajima, famoso perché durante l’alta marea sembra galleggiare sul mare.
Altrettanto iconici sono i migliaia di torii rossi del Fushimi Inari Taisha di Kyoto, che formano lunghi sentieri ai piedi della montagna.
Entrambi sono diventati simboli del Giappone nel mondo.
PERCHÉ CI SONO COSÌ TANTI TORII?
Ogni santuario possiede almeno un torii, ma in alcuni casi il loro numero è molto più elevato.
Molti vengono donati da privati o aziende come segno di ringraziamento dopo l’espressione di un desiderio o in segno di gratitudine verso la divinità del santuario.
È anche per questo motivo che luoghi come Fushimi Inari ospitano migliaia di portali.
IL NOSTRO CONSIGLIO
Quando visitate un santuario, fermatevi qualche istante davanti al torii.
Osservate l’atmosfera, ascoltate i suoni della natura e attraversate il portale con calma.
È un gesto semplice, ma permette di vivere il luogo con uno spirito diverso e più rispettoso della cultura giapponese.
IN CONCLUSIONE
I torii non sono semplici portali decorativi.
Rappresentano il confine tra il mondo quotidiano e quello sacro, custodendo una tradizione che continua ancora oggi a essere parte della vita dei giapponesi.
La prossima volta che ne vedrete uno, saprete che state entrando in un luogo dove storia, spiritualità e cultura si incontrano da secoli.