Dietro poche pagine di un manga possono nascondersi ore di lavoro, confronti con l’editor, correzioni e scadenze da rispettare.
Il mestiere del mangaka è infatti molto più complesso del semplice disegnare. Un autore deve trasformare un’idea in personaggi, dialoghi, ambientazioni e tavole capaci di raccontare una storia.
Inoltre, soprattutto nelle grandi case editrici giapponesi, il mangaka non lavora necessariamente da solo. Editor e, in molti casi, assistenti contribuiscono al processo che porta una storia dalla prima idea fino alla pubblicazione.
Ma come nasce davvero un manga in Giappone?
TUTTO COMINCIA DA UN’IDEA
Non esiste un unico metodo valido per tutti i mangaka.
Un’opera può nascere da un personaggio, da una situazione, da un’ambientazione oppure da una storia che l’autore vuole raccontare.
Prima della serializzazione possono trascorrere mesi o persino anni di sviluppo. Una buona idea, quindi, non significa automaticamente ottenere uno spazio su una grande rivista.
Gli aspiranti mangaka possono presentare le proprie opere agli editori, partecipare a concorsi oppure utilizzare piattaforme dedicate ai nuovi autori.
Da questo percorso può nascere il rapporto con una figura fondamentale: l’editor.
L’EDITOR NON È SOLTANTO UN CORRETTORE
L’immagine del mangaka completamente solo davanti al foglio racconta soltanto una parte della realtà.
Nelle grandi case editrici, il confronto tra autore ed editor può diventare una componente importante dello sviluppo dell’opera.
L’editor incontra l’autore, segue l’evoluzione della storia, gestisce i manoscritti e controlla le scadenze. Può inoltre contribuire alla ricerca di nuovi talenti e seguire altri aspetti legati all’opera.
Naturalmente, il rapporto cambia da autore ad autore.
L’editor non crea il manga al posto del mangaka. Tuttavia, può diventare un interlocutore importante durante la costruzione della storia e dei personaggi.
Dietro molte serie esiste quindi un confronto editoriale continuo che il lettore difficilmente può vedere.
IL “NAME”, LO SCHELETRO DEL MANGA
Prima delle tavole definitive arriva spesso una fase fondamentale chiamata name.
Si tratta, semplificando, di una bozza del manga.
Il mangaka stabilisce la disposizione delle vignette, i dialoghi, il ritmo della storia e ciò che dovrà accadere nelle varie pagine.
I disegni possono essere ancora molto semplici, perché in questa fase conta soprattutto capire se la narrazione funziona.
Il metodo varia comunque molto tra gli autori. Alcuni pianificano accuratamente la storia, mentre altri costruiscono il capitolo partendo dalle scene o dai personaggi che vogliono mostrare.
Il name può inoltre diventare il punto di partenza per il confronto con l’editor prima di passare alla realizzazione delle tavole definitive.
DALLE BOZZE ALLE TAVOLE FINALI
Una volta definita la struttura, comincia il lavoro sulle pagine vere e proprie.
Personaggi, sfondi, espressioni, effetti e dettagli trasformano lo schema iniziale in una tavola completa.
Oggi il processo può essere tradizionale, digitale oppure combinare entrambe le tecniche. Non tutti i mangaka moderni lavorano quindi soltanto con carta, pennino e inchiostro.
Anche la divisione dei compiti può cambiare.
Alcuni autori realizzano sia storia sia disegni. In altre opere, invece, sceneggiatore e disegnatore sono persone differenti.
Dr. Stone, per esempio, nasce dalla collaborazione tra Riichiro Inagaki per la storia e Boichi per i disegni. Anche The Promised Neverland presenta due autori distinti: Kaiu Shirai alla storia e Posuka Demizu ai disegni.
Dietro la parola “mangaka”, quindi, possono nascondersi organizzazioni del lavoro molto diverse.
IL RUOLO DEGLI ASSISTENTI
Per alcune serie entrano in gioco anche gli assistenti.
Possono aiutare nella realizzazione di sfondi, elementi architettonici, rifiniture e altre parti delle tavole, a seconda dell’organizzazione scelta dall’autore.
Non tutti i mangaka lavorano però con lo stesso numero di collaboratori e non esiste una struttura universale.
L’esperienza da assistente può inoltre diventare una vera scuola professionale.
Diversi autori hanno lavorato negli studi di altri mangaka prima di sviluppare le proprie opere. In questo modo possono acquisire esperienza, osservare l’organizzazione di una produzione professionale e perfezionare le proprie capacità.
Uno studio manga può quindi diventare anche un luogo nel quale imparare il mestiere.
LA CORSA CONTRO LE SCADENZE
La frequenza di pubblicazione cambia in base alla rivista e alla serie.
Esistono manga settimanali, mensili e pubblicazioni con ritmi differenti. Per una serie settimanale, però, produrre un nuovo capitolo con regolarità può significare lavorare secondo tempi particolarmente serrati.
Anche l’editor partecipa alla gestione del processo, controllando il calendario e seguendo il manoscritto fino alla pubblicazione.
Bisogna però evitare uno stereotipo molto diffuso.
Non significa che tutti i mangaka lavorino continuamente senza dormire.
Carichi di lavoro, collaboratori, pause e organizzazione cambiano molto tra una serie e l’altra.
Le scadenze possono essere impegnative, soprattutto nelle serializzazioni frequenti, ma non esiste una giornata lavorativa universale del mangaka.
DALLA RIVISTA AL TANKŌBON
La pubblicazione su una rivista o su una piattaforma digitale non rappresenta necessariamente la fine del percorso.
I capitoli di una serie possono essere successivamente raccolti nei tankōbon, i volumi che troviamo nelle librerie giapponesi e che spesso diventano anche la forma attraverso cui un manga raggiunge i lettori internazionali.
Quando un’opera ottiene successo, il progetto può espandersi ulteriormente.
Possono arrivare adattamenti anime, film, videogiochi, eventi e merchandising.
Un manga può così trasformarsi in un fenomeno molto più grande.
Ma tutto parte ancora da qualcosa di sorprendentemente semplice: un autore che cerca il modo migliore per raccontare una storia attraverso delle vignette.
IN CONCLUSIONE
Leggere un manga richiede pochi minuti. Crearlo è tutta un’altra storia.
Dietro ogni capitolo esistono idee, bozze, disegni, confronti e correzioni. In molti casi entrano in gioco editor e assistenti, mentre le scadenze accompagnano il lavoro fino alla pubblicazione.
Non esiste però una formula identica per tutti.
Ed è forse proprio questo l’aspetto più interessante del mestiere del mangaka: dietro opere lette da milioni di persone nel mondo si nascondono metodi di lavoro, collaborazioni e percorsi creativi molto diversi tra loro.