Il Giappone che non finisce nelle guide: foreste leggendarie, isole fantasma, pellegrinaggi millenari, valli remote e la caccia alle action figure nelle sale giochi. 15 itinerari per chi vuole qualcosa che gli altri non hanno.

Ai piedi del Fuji si estende lo Jukai (樹海, "mare di alberi"): una foresta cresciuta sulla colata lavica dell'eruzione dell'864 d.C. Gli alberi affondano le radici nella roccia nuda, il suolo inghiotte i suoni e il sottobosco nasconde grotte di lava e di ghiaccio. È un luogo dalla fama cupa, avvolto da leggende sugli yurei — ma chi lo attraversa con una guida scopre uno degli ecosistemi più surreali del Giappone.
Sakaiminato è la città natale di Mizuki Shigeru, il padre di GeGeGe no Kitaro e l'uomo che ha salvato i yokai dall'oblio. La Mizuki Shigeru Road è fiancheggiata da oltre 170 statue di bronzo di mostri — e ci si arriva con un treno decorato a tema yokai.
In cima alla remota penisola di Shimokita, Osorezan è da 1.200 anni considerato l'ingresso dell'aldilà: una caldera sulfurea con un lago color turchese spettrale, distese di pietre accatastate dai pellegrini e girandole colorate lasciate per i bambini scomparsi. Uno dei luoghi più intensi e silenziosi del Giappone.
Hashima — detta Gunkanjima, "isola nave da guerra" — era la miniera di carbone più densamente popolata della Terra: 5.000 persone su 6 ettari di cemento. Abbandonata di colpo nel 1974, è rimasta congelata nel tempo: palazzi sventrati, scale che non portano più a niente. Si visita solo con tour autorizzati in barca.
Dietro la Kyoto da cartolina c'è una città costruita sopra mille anni di morte e leggende: i campi di sepoltura di Adashino, il pozzo da cui un cortigiano scendeva ogni notte agli inferi, e la strada commerciale dove un tempo — si dice — sfilavano i cento demoni.

Il cammino più antico del Giappone: 1.200 chilometri attorno all'isola di Shikoku toccando gli 88 templi legati al monaco Kukai. Si cammina vestiti di bianco con il cappello conico e il bastone — e gli abitanti ti offrono cibo e tè per tradizione (osettai). Versione completa: 40–45 giorni. Versione breve: i primi 23 templi di Tokushima in una settimana.
L'unico cammino al mondo, insieme a Santiago, ad essere Patrimonio UNESCO. La rotta Nakahechi attraversa le montagne della penisola di Kii tra foreste di cedri, villaggi di montagna e oji (santuari minori), fino ai tre grandi santuari di Kumano e alla cascata più alta del Giappone.
Le tre montagne di Dewa rappresentano nascita (Haguro), morte (Gassan) e rinascita (Yudono): percorrerle in ordine è rinascere. Qui vivono gli yamabushi, gli asceti delle montagne con la conchiglia-tromba, e nei templi ai piedi dei monti riposano i sokushinbutsu — monaci che raggiunsero la mummificazione in vita attraverso anni di ascesi.
Sul monte Hiei, sopra Kyoto, il complesso di Enryaku-ji è da 1.200 anni il cuore del buddhismo Tendai. Qui i monaci praticano il kaihogyo: mille giorni di marce notturne in montagna distribuiti su sette anni, con un digiuno finale al limite della sopravvivenza. Meno di cinquanta uomini l'hanno completato dal 1885.
Ise è il santuario dei santuari: dedicato ad Amaterasu, la dea del sole antenata della famiglia imperiale, viene demolito e ricostruito identico ogni 20 anni da tredici secoli (la prossima volta: 2033). Il pellegrinaggio a Ise era il viaggio della vita per i giapponesi dell'epoca Edo.

Un'isola-montagna coperta da una foresta primordiale Patrimonio UNESCO, dove i cedri yakusugi superano i mille anni e il muschio copre ogni cosa. La gola di Shiratani Unsuikyo ha ispirato la foresta di Principessa Mononoke — e il Jomon Sugi, il patriarca, ha un'età stimata tra i 2.000 e i 7.000 anni.
Shiretoko in lingua ainu significa "la fine della terra": una penisola Patrimonio UNESCO senza strade nella sua metà finale, con la più alta densità di orsi bruni del Giappone, cascate termali in cui ci si arrampica e — d'inverno — il mare che si copre di ghiacci alla deriva.
La valle di Iya è il "Tibet del Giappone": gole vertiginose dove si rifugiarono i samurai Heike sconfitti nel 1185. I ponti di liane di kiwi sospesi sul torrente si attraversano ancora oggi — e nel villaggio di Nagoro gli abitanti se ne sono andati, sostituiti da centinaia di bambole a grandezza naturale.
L'unica strada del Giappone che attraversa il mare in bicicletta: 70 chilometri da Onomichi a Imabari saltando di isola in isola su sei ponti monumentali, con la linea blu dipinta sull'asfalto a fare da guida. Tra un ponte e l'altro: agrumeti, templi, gelaterie al mandarino e il mare di Seto ovunque.
Un itinerario interamente dedicato alle macchinette: i gachapon (le capsule a sorpresa, ormai con migliaia di serie diverse) e gli UFO catcher, le gru da sala giochi con cui i giapponesi pescano action figure in edizione esclusiva che non arrivano mai nei negozi. Dalle sale di Akihabara ai labirinti di Nakano Broadway fino al Den Den Town di Osaka.